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LA
BIOGRAFIA DI ELVIS PRESLEY
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Peter Guralnick -
L'ultimo treno per Memphis/Amore senza freni
La più completa
biografia su Elvis Presley
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opera da ibs.it
 
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Elvis Aaron Presley, conosciuto in tutto il modo solo con il suo primo nome, è
considerato una delle figure più importanti nella musica e nella cultura
popolare del Ventesimo secolo. Egli ha cambiato completamente lo scenario della
musica americana con un suono e uno stile che hanno unito elementi musicali
diversi e apparentemente lontani. Nel corso della sua vicenda artistica egli ha
messo in moto una rivoluzione musicale che ha scatenato una trasformazione
culturale che ha toccato il mondo.
Elvis era
appassionato di una estesa gamma di generi musicali. Tra le sue influenze
c'erano le ballate pop e la musica country dei suoi giorni, la musica gospel che
aveva ascoltato in chiesa e partecipando a tante funzioni che spesso duravano
tutta la notte, e il R&B nero che aveva assorbito da giovane frequentando
Beale Street, la storica strada di Memphis. Egli voleva trasformare quelle
influenze in qualcosa di suo. Nessuno poteva prevedere il successo che avrebbe
ottenuto e quanto profondamente avrebbe segnato la musica e la società. Elvis
ha messo sullo stesso piano diverse influenze musicali, creando un suono e uno
stile che non avevano precedenti. In questa evoluzione è diventato la prima
vera icona del Rock & Roll, elaborando un suono davvero unico, lo stesso che
è diventato quello di una nuova generazione.
La sua carriera ha vissuto delle fasi alterne, alti e bassi, ma nella sua
storia musicale ci sono due periodi ben definiti: quello tra il 1956 e l'anno
successivo, quando ha raggiunto il successo mondiale con un suono che mescolava
i confini tra i generi musicali e gli anni Settanta, quando, dopo due separati
ritorni sulle scene, si è dato un'immagine più convenzionale legata a tour
estenuanti e a spettacoli molto elaborati. Oggi, a oltre trent'anni dalla sua
scomparsa, il suo successo come artista non ha conosciuto il tramonto. Elvis Presley è ancora il Re incontrastato del Rock & Roll.
La sua carriera non è tuttavia cominciata nel segno del Rock & Roll. Nel
1954, quando debuttò per la Sun Records di Sam Phillips, egli interpretò una
ballad dopo l'altra. In quei giorni comunque non riuscì a colpire Phillips, il
quale aveva la sensazione che il talento ancora grezzo di Elvis non poteva
competere con quelli raffinati di interpreti come Eddie Fisher, Dean Martin e
Johnny Ray, autentici "crooner" di quel periodo.
Al termine di quelle incisioni prive di efficacia e non riuscite, Elvis
interpretò di getto, senza averla provata, That's All Right Mama,
dal repertorio del bluesman Arthur Crudups. Il risultato - un bianco che cantava
musica legata al patrimonio afroamericano - era esattamente quello che Sam
Phillips voleva e che era ansioso di promuovere. Il suono creato da Elvis tra il
1954 e il 1955, per poi esplodere l'anno successivo, era rivoluzionario. Nelle
sue prime esecuzioni Elvis sovrappose il country al R&B e viceversa,
mescolando generi musicali che in precedenza erano separati. Elvis, pur
criticato per aver cambiato radicalmente il pop e il country di quei giorni,
aveva aperto la strada all'arrivo di un nuovo stile musicale, che il mondo
avrebbe conosciuto con il nome di rock & roll.
Dal 1956 per il pubblico, Elvis era una stella, il leader della scena rock &
roll. Questo genere trovò una nuova casa presso la RCA, l'etichetta per la
quale aveva cominciato a registrare proprio in quell'anno. Con la pubblicazione
di Hound Dog (1956) Elvis confermò che il rock & roll era il
suono più innovativo di quel periodo. Tuttavia, in quel primo anno di lavoro
per la RCA, non tutte le registrazioni di Elvis furono legate al rock & roll.
L'artista infatti continuò ad incidere canzoni che presentavano tutti gli stili
che colpivano la sua immaginazione, dal pop al R&b, al gospel. Il suo primo
album per la RCA - Elvis Presley - rimase al primo posto della classifica
statunitense per dieci settimane, diventando l'album pop più venduto di tutti i
tempi. Inoltre i suoi singoli rimasero al vertice della classifica per
ventiquattro settimane. Nel 1956 Elvis ebbe in tutto dieci singoli di diversi
generi contemporaneamente nella Top 100. Comunque fu il rock & roll che gli
procurò successi e critiche.
Il nuovo
suono del rock & roll, che tutti associarono principalmente con Elvis,
diventò il catalizzatore per il cambiamento. Elvis, una nuova icona per una
nuova generazione, fornì ai giovani degli anni Cinquanta - inquieti e alla
ricerca di una alternativa alla musica dei loro genitori - la loro musica e il
loro stile. La musica di Elvis, così radicalmente lontana dalle ballads che
avevano dominato i giorni prima del suo arrivo sulla scena, e la sua forte
presenza regalarono ai suoi giovani fans quello stile nuovo e fresco che
cercavano. Nel corso della sua ascesa Elvis fu criticato dai genitori, dai media
e da altri artisti che lo definirono libidinoso, ribelle e pericoloso.
Paradossalmente, Elvis non era impegnato a promuovere un cambiamento sociale o a
innescare una rivoluzione musicale. Aveva un solo obiettivo per la sua musica:
intrattenere il pubblico.
La rivoluzione del rock & roll cominciò a placarsi nel 1958, quando Elvis
fu arruolato nell'esercito. I due fatti non furono comunque in relazione,
infatti i tre singoli che la RCA pubblicò mentre Elvis era impegnato nel
servizio militare furono dei successi. La popolarità del rock & roll diminuì
perché il genere cominciò a cambiare e il pubblico scoprì nuove cose. Nel
1960, quando terminò il periodo di leva, il suono e lo stile di Elvis
cambiarono. Elvis Is Back, il suo primo album dopo il servizio militare, dimostrò
quanto egli fosse migliorato come interprete, la sua voce era più forte e
presente, grazie anche ai numerosi concerti che aveva tenuto per l'esercito
statunitense. Questo, insieme all'evoluzione delle tecniche di registrazione,
contribuì alla riuscita artistica di quell'album. La sua voce non era mai stata
così bella e il repertorio che aveva scelto, fatto di rock & roll, ma anche
di pop e gospel, confermò la sua maturazione.
Insieme
alla passione per la musica, Elvis voleva diventare anche un vero attore. Il suo
manager, il colonnello Parker, incoraggiava questa sua aspirazione, con
l'obiettivo di ampliare la sua popolarità. Sia durante gli anni Cinquanta e sia
nei primi anni del decennio successivo, Elvis cercò di ottenere della parti
drammatiche, ma il pubblico impazziva solo per la sua musica. Così, gli furono
affidati dei ruoli solo in film musicali, lasciandolo insoddisfatto. Per tutti
gli anni Sessanta Elvis si divise tra il mondo della musica e quello del cinema,
ma, mentre la sua carriera cinematografica decollava, la musica che incise per i
suoi film non era soddisfacente. Per ricomporre questa frattura Elvis decise di
continuare a incidere brani che non erano legati alla sua attività
cinematografica, confermando la scelta di cimentarsi con diversi generi.
Tra
il 1960 e il 1968 Elvis continuò a impegnarsi con relativo successo nel mondo
della musica e in quello del cinema. Con il tempo, tuttavia, la sua popolarità
cominciò a scemare. La sua musica non aveva più quella spontaneità e
quell'originalità che avevano pervaso le sue prime incisioni. Al tempo stesso
la "British invasion" del 1963, fenomeno che molto doveva alla sua
esplosione degli anni Cinquanta, e la nuova scena americana segnavano l'ingresso
in scena di una nuova generazione di artisti e di appassionati. Gruppi come i
Beatles, i Rolling Stones e i Doors e cantautori come Bob Dylan raggiungevano un
pubblico sempre più ampio e rappresentavano una alternativa convincente per
quei nuovi fans. Tutto cambiò nel 1968, quando Elvis fu protagonista di un
clamoroso ritorno. Concepito originariamente come uno spettacolo televisivo in
occasione del Natale, Elvis Comeback Special permise all'artista di
spiccare nuovamente il volo. Imperniato principalmente sul suo repertorio rock
& roll degli anni Cinquanta, con l'aggiunta di una manciata di nuove
canzoni, quella performance era una retrospettiva della sua prima immagine, sia
dal punto di vista del suono che da quello dell'immagine. Vestito di pelle nera,
Elvis diffuse lo stesso carisma e quelle energia diretta che avevano catturato,
più di dieci anni prima, un'intera generazione. Le sue interpretazioni piene di
passione colpirono profondamente quel pubblico che aveva dimenticato il
dinamismo unico di Elvis Presley. La calorosa accoglienza dei suoi fans e
l'entusiasmo della critica spinsero Elvis a riprendersi il suo posto al centro
della scena musicale. Per la prima volta in quasi dieci anni egli cambiò il suo
modi di lavorare in studio d'incisione.
Lasciati
gli studi di Nashville, la sua casa dal 1960 al 1968, Elvis, un mese dopo quello
special televisivo, cominciò a registrare a Memphis. Inoltre formò un nuovo
gruppo di musicisti per trovare un nuovo suono. Ancora una volta Elvis decise di
superare le barriere degli stili e dei suoni di quel periodo per trovare
qualcosa che riflettesse la sua voglia di cambiare. Proprio come era accaduto
con l'album che aveva realizzato al termine del servizio militare, From
Elvis in Memphis, lavoro pubblicato nel 1969, toccava diversi e numerosi
generi musicali. Essenzialmente l'album presentava dodici diversi ritratti in
musica di Elvis. Lanciato da singoli di successo quali In The Ghetto
e Suspicious Mind l'album conteneva testi maturi e consapevoli che
commentavano la società di quel periodo.
Elvis era
entrato in una nuova straordinaria fase della sua carriera. Lo speciale
televisivo del 1968 che aveva segnato il suo ritorno gli fece ritrovare anche
quel rapporto con il pubblico che aveva smarrito durante gli anni trascorsi ad
Hollywood. Nell'agosto del 1969 Elvis tornò ad esibirsi con successo,
debuttando con quattro settimane di spettacoli, che fecero segnare il tutto
esaurito, stabilendo un nuovo record, all'International Hotel di Las Vegas.
Negli anni successivi tenne una lunga e fortunata serie di tour in tutti gli
Stati Uniti e continuò a incidere nuove canzoni. Di nuovo, i suoi singoli e i
suoi album vendevano milioni di copie.
Nel 1973 entrò nella storia della televisione e dello spettacolo - confermando
quanto fosse apprezzato dal grande pubblico internazionale - Aloha From
Hawaii, special che fu trasmesso in quaranta paesi raggiungendo più di un
miliardo di spettatori. Nonostante abbia continuato ad esibirsi per tutti gli
anni Settanta, i suoi concerti gradualmente persero intensità ed ispirazione.
In questo periodo il suo repertorio era composto principalmente da ballads che
riflettevano la sua crisi esistenziale e i problemi del suo matrimonio. Elvis e
Priscilla Presley divorziarono nel 1973.
Verso la
fine della sua carriera Elvis amava ancora salire sul palco, ma non era più
interessato all'incisione di nuovi album, fino al punto di registrare solo a
casa sua. Fondamentalmente, aveva ottenuto più successo di chiunque altro e
questo gli impediva di trovare e affrontare nuove sfide creative. Inoltre la sua
salute era decisamente peggiorata, aveva molti problemi medici, a cominciare
dalla dipendenza dai farmaci che gli erano stati prescritti.
Nonostante la tragica scomparsa, la sua musica ha continuato a colpire il
pubblico. Solo in America 132 delle sue incisioni, tra singoli e album, hanno
ottenuto più volte il disco d'oro o di platino, primato che nessuno è riuscito
a superare. E' l'unico artista che è stato inserito in tre Hall Of Fame: quella
del rock, del country e quella del gospel. Complessivamente in tutto il mondo i
suoi dischi hanno venduto più di un miliardo di copie.
La sua figura è ancora una delle più
importanti e influenti nella musica e nella cultura americana. Di più:
ricordato e celebrato da diverse generazioni, Elvis Presley mantiene un posto
permanente in America, nel mondo e nella storia della musica.
(dal
sito Elvis 30 #1 hits)
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