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DICEMBRE 1976: L'ULTIMO RUGGITO DI ELVIS

di Marco "Steamroller" Lofino

 

Il 1976 non fu un anno straordinario per Elvis, sotto tutti i punti di vista. Il suo rapporto con Linda Thompson si trascinava ormai stancamente, tanto che a Novembre quest'ultima se ne andò dopo quattro e anni mezzo di fidanzamento.

A ciò va aggiunto che Glen d.Hardin, il suo pianista di lungo corso, decise di non seguire più Elvis in tournèè così come il batterista Ronnie Tutt, salvo poi quest'ultimo tornare ricevendo un cospicuo aumento di compenso.

Ultimo aspetto, il lento ma costante peggiorare delle condizioni psicofisiche di Elvis, che nell'estate del 1976 si manifestò in alcune certo non memorabili esibizioni live.

Eppure questo quadro non certo gratificante subì una piacevole e quanto inaspettata inversione di rotta a partire dall'autunno dello stesso anno, quando Elvis si presentò sul palco dimagrito di alcuni chili ma soprattutto più forte e vigoroso nella voce.

A Dicembre questa "trasformazione" divenne evidente in alcuni ottimi shows dell'ultima stagione in assoluto a Las Vegas, quella che ebbe luogo dal 2 al 12 dicembre. Ma fu nel mini tour post natalizio, quello che partì il 27 dicembre a Wichita e che si chiuse con il leggendario concerto di Pittsburgh la notte di Capodanno, che Elvis emise l'ultimo ruggito, fornendo delle esibizioni che per certi versi ricordano in alcuni momenti quelle degli anni d'oro, e di sicuro migliori rispetto a molte del 1975 e della prima metà del 1976.

Di questo tour sono usciti tre CD non ufficiali ("Burning In Birningham", contentente lo show del 28 dicembre, " A Hot Winter Night In Dallas", quello del giorno dopo e "Auld Lang Syne", che invece immortala il leggendario  show di capodanno) mentre da poche settimane è disponibile ufficialmente su doppio CD il concerto di capodanno di Pittsburgh  su etichetta FTD.

            Si dice che Elvis in quel periodo fosse particolarmente su di giri perché avesse chiuso un periodo della sua vita (Linda Thompson) e ne avesse cominciato un altro (Ginger Alden), che come ben sappiamo purtroppo non nacque sotto una buona stella. Ad ogni modo, ascoltando le registrazioni a nostra disposizione, si percepisce quanto Elvis avesse ritrovato la voglia di stare sul palco e cantare con tutto il cuore davanti al suo pubblico.

Sia a Birningham sia a Dallas Elvis interpreta "See See Rider" con una grinta fuori dal comune, iniziando urlando "yeeeaaah see, see rider". " Polk Salad Annie, You Gave a Mountain e Hurt sono eseguite come non mai nel 1976.

Il concerto di Birningham è quello che più si distingue per alcune rarità, tipo una versione improvvisata ma assai godibile di "For The Good Times", con un Elvis eccitatissimo chiedere alla band la nota giusta, nonché una rarissima per il 1976, "The First Time Ever I Saw Your Face".

In generale tutti i concerti di questo mini tour si segnalano per un Elvis  tremendamente su di giri, con tanta voglia di scherzare. Per esempio mi piace citare due passi tratti dallo show di Dallas, in cui Elvis, si rivolge al pubblico manifestando il suo stato gioioso: "If I die tonight, it will only take a year to get the smile off my face!!".(trad: se muoio stanotte ci vorrà "solo" un anno per cancellare il sorriso dal mio viso!!") e poi, diretto ad alcuni/e fans fin troppo esagitati/e, "Hey folks, this is a concert not an orgy!" (trad: "hey ragazzi, questo è un concerto mica un orgia!").

In poche parole, ci si trova di fronte ad un'artista che aveva ritrovato la voglia di cantare e far emozionare il proprio pubblico, ma soprattutto alla ricerca di nuove sfide, aspetto che solo tre mesi dopo sarebbe stato assente nelle sue esibizioni live.

Molte volte chi vi scrive si è chiesto se la CBS avesse filmato questi concerti invece di quelli (obiettivamente un po'tristi) di Omaha e Rapid City del giugno 1977, quale sarebbe stata l'immagine di Elvis davanti ai suoi fan ma soprattutto davanti ai suoi detrattori.

La verità purtroppo non la sapremo mai. Bisognerà invece aspettare che un giorno escano su CD (in qualità soundboard ovviamente) gli shows di Wichita e Atlanta, di cui esistono audience recordings dalla qualità audio terribile, mentre per lo show di capodanno, beh, accontentiamoci di quanto ci ha di recente proposto la FTD, nella speranza che Joe Tunzi abbassi le pretese (si dice che questo soundboard sia in suo possesso ma che chieda una cifra folle per venderlo) e che si possa ascoltare l'ultimo grande show di Elvis in qualità audio soddisfacente.