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INTERVISTA AD ANITA
WOOD
Traduzione a cura di
Alessandra "Dafne3"
Anita Wood è stata una fidanzata di Elvis,
la loro storia è stata fra le più chiaccherate degli anni cinquanta.
INT
Perché prima d’ora non hai mai parlato della tua relazione con Elvis?
ANITA Non rilascio
molte interviste perché a volte mi rattrista ripensare alla tragica
morte di Elvis, dovrebbe essere ancora qui con noi ed io vado fuori di
testa, ecco tutto. Perciò sono restata a casa, nel Mississipi, con mio
marito, i miei tre figli e i miei sei nipoti.
INT Parlami del tuo
primo incontro con Elvis
ANITA Lavoravo ancora
al Dance Party con Wink Martindale, un programma per ragazzi in onda il
Sabato in cui era coinvolto anche George Klein. Io, a dire il vero, non
ero una fan di Elvis prima di incontrarlo, ma ero un disc-jokey e
mandavo in onda i suoi successi.
Bene, un giorno Lamar
Fike mi chiamò e disse che Elvis avrebbe voluto vedermi ed io risposi
che mi dispiaceva, ma ero già impegnata quella sera. Gli spiegai che non
potevo disdire il mio appuntamento. Se mi avesse chiamato Elvis, non
avrebbe apprezzato il mio rifiuto e questo mi rincresce.
Un paio di settimane
dopo, Lamar chiamò di nuovo e disse che Elvis aveva voglia di vedermi.
Io ero libera quella sera. All’epoca vivevo con una signora di nome Miss
Patty, divenuta per me una figura materna, e dissi a Lamar di portarmi
da lui, dopodichè fissammo l’orario. Quando arrivò con la sua Cadillac,
alla guida c’era Elvis. Mandò George Klein alla porta, il che fu un
grave errore, e Miss Patty riferì che, se Elvis voleva un appuntamento,
allora sarebbe dovuto scendere di persona.
Ad ogni modo Elvis
tornò, assieme a George. Erano appena finite le riprese di Loving you e
lui indossava una camicia di velluto rosso: era bellissimo. Devo dire
che è l’uomo più bello che abbia mai visto in vita mia. Comunque, George
fece le presentazioni, a me e a Miss Patty, la quale disse loro di farmi
rincasare ad un orario accettabile, altrimenti non mi avrebbe lasciata
andare.
Mi diressi verso la
cadillac e c’erano Lamar e pochi altri ragazzi. Facemmo un giro,
ridendo, parlando, divertendoci un mondo. Ad Elvis venne fame, così
accostò ad un negozio per prendere degli hamburger.
Arrivammo a Graceland,
dove, ricordo, aveva un sacco di orsacchiotti nella sala da pranzo.
Tutto ad un tratto Elvis esclamò: “Voglio mostrarti la mia stanza da
letto”, così salimmo al piano di sopra e iniziò a baciarmi. Ora, era il
primo incontro e lui metteva le mani dove pensavo non dovesse, perciò
dissi: “Credo di dover andare a casa ora”. Fu davvero gentile, scendemmo
e mi portò a casa
INT Ed il secondo
appuntamento?
ANITA Il secondo
appuntamento ci fu un paio di sere dopo e andammo nuovamente a Graceland.
Sai, Elvis aveva ancora un vecchio trattore: avrebbe potuto salirci e
portarmi ai Lauderdale Courts, per mostrarmi dove aveva vissuto. Mi
avrebbe portato in giro per Memphis e nessuno si sarebbe curato di noi,
perché davvero non lo avrebbero riconosciuto in quel trattore. Ma
tornammo in quella casa, guardammo la TV, mangiammo e ci divertimmo,
dopodichè Elvis mi portò a casa.
INT Quanto tempo hai
trascorso con Elvis prima di capire che vi eravate innamorati?
ANITA Beh, io non
avevo mai avuto una relazione seria, perché i miei genitori erano molto
severi. Non mi permettevano di uscire e, quando incontrai Elvis, avevo
diciannove anni, perciò lui era davvero il primo. Ho sempre detto che
Elvis è stato il mio primo amore, ma Johnny è quello vero. Elvis ed io
ci frequentammo molto e, dopo circa due mesi, quando mi riportò a casa
dopo un appuntamento, di fronte alla veranda mi disse: “Piccola, credo
di essermi innamorato di te”. Era molto dolce e mi venne da ridere.
INT Che ricordi hai
del reclutamento di Elvis nell’esercito?
ANITA Quando Elvis fu
reclutato, dovetti andare a New York per tredici settimane, per lavorare
al talk show di Andy Williams. Prima, però, Elvis mi portò a Killeen,
nel Texas, dov’era stazionato. La mamma non stava molto bene all’epoca
ed io la pensavo . Spesso io e lei parlavamo di quando Elvis mi avrebbe
sposata e avremmo avuto un bambino; la rendeva felice. Ma, ad ogni modo,
la sua salute peggiorò ed Elvis mi chiamò una mattina e mi informò della
sua morte. Guidai sino a Graceland e c’erano il Signor Presley ed Elvis
seduti sulla veranda, erano così tristi. Non avrei potuto compatirli,
non sapendo cosa volesse dire perdere un genitore. Quando mio padre
venne a mancare, chiamai Elvis per fargli sapere che capivo come si
fosse sentito.
Dopodichè trascorsi
del tempo con Elvis e la sua famiglia alla base di Fort Hood, in Texas.
Elvis era abbronzato e meraviglioso. I capelli non erano tinti, tagliati
corti, ma non a spazzola. Era bellissimo. Sarei andata a trovarlo e
sarebbe stato un appuntamento come gli altri, se i ragazzi non ci
seguissero ovunque, anche se li adoro, davvero. Andammo a Waco, a
trovare degli amici e ci divertimmo un mondo.
INT Cosa provasti
quando Elvis partì per la Germania?
ANITA Non è stato
molto bello, perché la Signora Presley non era lì e c’erano un sacco di
donne e fidanzate e mi sentii a disagio.
INT Ti ricordi
l’ultima cosa che ti disse prima di partire?
ANITA Se ricordo
l’ultima cosa che mi disse? Sì, la ricordo, disse: “Ti amo, piccola”
INT Ho saputo che
Elvis, prima di partire, ti ha regalato una Ford del ’57 e un anello di
diamanti, è vero?
ANITA Elvis mi regalò
molte cose, ma io non gli chiesi mai nulla perché lo amavo. L’anello fu
la prima cosa mi regalò ed ora lo possiede mia figlia, e lo indossa
anche ora. Lasciai la macchina a mio fratello quando mi sposai e donai
alcuni gioielli e giocattoli, da lui regalatimi, alle damigelle d’onore.
Credo che a mio marito non sarebbe piaciuto se avessi conservato quelle
cose dopo il matrimonio, ossia i doni di un altro uomo. Io non l’avrei
fatto, perciò diedi via tutto, tranne quel piccolo anello.
INT Hai una foto di
Elvis che noi non abbiamo mai visto?
ANITA Sai, ne ho una
di Elvis quando venne in casa di Miss Patty. Ce ne stavamo la fuori a
parlare, quando fu scattata. Ho delle foto, ma Elvis non voleva che i
giornali venissero a sapere dell’importanza della nostra relazione,
perciò molte istantanee non vennero mai scattate
INT In tutta onestà,
perché voi due non vi siete sposati?
ANITA Elvis mi disse
che il Colonnello Tom Parker lo proibì, perché se si fosse sposato, o
fidanzato o che so io… Con quella carriera, insomma, non avrebbe avuto
bisogno di quel tipo di pubblicità
INT Alla fine, come
hai saputo di Priscilla?
ANITA Stavo con Elvis
mentre lui girava un film nel ’62 e una volta, quando andò allo studio,
io restai a casa. Ero nella sua camera da letto e davo un’occhiata ai
volumi della libreria; all’interno di un libro c’era una lettera. La
aprii ed era di Priscilla. Fammelo dire, impazzii perché non mi aveva
parlato di nessun’altra donna. Quando gli chiesi spiegazioni, si agitò e
mi rispose che si trattava di una lettera d’amore scritta da qualche
fan. Litigammo di brutto ed Elvis mi afferrò, sollevandomi e
immobilizzandomi all’armadio.
INT Certamente è
stato tutto più difficile da allora, com’è finita?
ANITA Un giorno Elvis
se ne stava seduto in cucina, credo fosse con Alan Fortas, ed io
scendevo le scale. Ad un tratto, sentii Elvis esclamare: “E’ un momento
difficile, non so chi delle due scegliere”. Mi ferì, così entrai e molto
semplicemente dissi: “Beh, lo farò io al tuo posto” e me ne andai. Non
avrei tollerato ancora quella situazione. Elvis dopo mi raggiunse e
disse: “Prego Iddio che tu stia facendo la cosa giusta” ed io risposi
che non importava, che faceva lo stesso. Elvis si agitò e il Signor
Presley iniziò a piangere. Elvis cercava di infilarmi del denaro nella
borsa ed io non capivo cosa stesse accadendo. E’ stato difficile ma non
tornai mai più
INT Hai mai visto
Elvis a Las Vegas, negli anni ’70?
ANITA Andai a Las
Vegas con una ragazza e incontrai Joe Esposito, George Klein e Lamar che
mi disse: “Elvis si esibirà stasera. Se verrai, ti riserverò un posto in
prima fila”. Così ne parlai con Johnny, che ci era stato la sera prima,
e mi rispose che per lui non c’era alcun problema. Così mi sedetti
proprio al di sotto del palco e, quando Elvis entrò, fu meraviglioso. Mi
vide lì e cantò un sacco di canzoni davanti a me. Quando lo show finì,
arrivò Hodge e mi annunciò che Elvis avrebbe voluto incontrarmi dietro
le quinte. Ci andai, lo vidi e ci abbracciammo per un sacco di tempo,
finché lui non esordì: “Piccola, mi son chiesto se non abbiamo fatto
uno sbaglio”, al che risposi “No Elvis, non abbiamo. Tu non avresti Lisa
ed io non avrei i miei figli e mio marito”. Fu l’ultima volta che lo
vidi, ma certe volte parlai con lui, quando persi mio padre. Volevo
dirgli che ora capivo cosa avesse provato quando sua madre morì, ma a
quel tempo aveva una voce così lenta e cupa.
INT Qual è il ricordo
più bello che hai di Elvis?
ANITA Bei momenti
rammento, ma quello più speciale è stato quando mi ha dato l’anello in
California. Me l’ha consegnato nel nostro hotel, la fuori, ed è stato
davvero bello, ero senza parole
INT Per finire, un
ultimo pensiero?
ANITA E’ incredibile
che ancora lo amiate così tanto ed io vorrei con tutto il cuore che
fosse qui, ora. Scherzerebbe con noi, aveva un immenso senso
dell’umorismo
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