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JOE TUNZI: ELVIS SESSIONS III
di
Marco "Steamroller" Lofino
Ci
vorrebbero molte più pagine di quelle che sto per scrivere al fine di
poter fornire un giudizio completo sull'ultimo libro di Joe Tunzi,
"Elvis Sessions III".
Uscito
da poche settimane, si tratta senza dubbio di un'imprescindibile guida
per coloro che come il sottoscritto amano documentarsi costantemente, in
modo anche quasi maniacale, su quanto inciso da Elvis nel corso della
sua lunga carriera.
Il
libro è strutturato in varie parti. Si comincia da una pregnante
introduzione scritta da Bill Porter, per anni tecnico del suono durante
gli show di Elvis a Las Vegas ed in tournèè. In queste pagine, Bill
ricorda come cominciò il suo rapporto con Elvis, il suo modo di
organizzare il lavoro in studio citando gustosi aneddoti (di come,
casualmente, "Are You Lonesome Tonight" venne registrata al
buio in studio), episodi divertenti ed altri tristi come il giorno del
suo funerale.
In
due pagine Porter ci rende partecipi di questo suo lungo legame
professionale ed affettivo con Elvis, e senza scadere in inutile
retorica ma con vera passione invita l'appassionato a dedicarsi anima
corpo alla lettura.
L'opera
documenta tutto quanto inciso da Elvis nel corso della sua carriera,
partendo dalle primi incisioni su acetato del 1953 (ovvero le
leggendarie "My Happiness" & "That's When Your
Heartaches Begin") fino alle incisioni postume, arrivando
addirittura al 2003 con l'uscita del remix di "Rubberneckin"
di Paul Oakenfold.
Fin
qui nulla di straordinario. I fan appassionati più o meno sono già a
conoscenza di quanto inciso da Elvis nel corso della sua carriera.
La
particolarità sta nel fatto che questo excursus viene descritto con una
precisione e una particolarità strabiliante da non rendere noiosa la
lettura ma che anzi al contrario accresce (almeno questa è la
sensazione che ha avuto chi vi scrive) la curiosità del lettore.
Per
riuscire in questo intento Tunzi ha diviso la sua opera in varie sezioni
(Studio Sessions, Soundtrack Sessions, Overdub Sessions, Live Recordings
solo per citare le più importanti) precedute da un'esauriente
spiegazione iniziale di ciascuna voce che compone il linguaggio
strettamente tecnico
utilizzato in questo libro.
Ora
vediamo insieme, facendo un breve ma essenziale sunto, come Tunzi con
maestria ha reso effettivo quanto scritto sopra.
THE
STUDIO SESSIONS
Tutte
le sessions d'incisione vengono presentate per:
-anno
d'incisione,
-locazione
-produttore
e tecnico del suono
A
queste informazioni basilari Tunzi parte poi con il citare tutti i brani
registrati dividendoli come segue
-giorno
d'incisione
-numero
seriale del brano (codice con cui veniva catalogato il brano)
-master
take del brano (per coloro che non lo sappiano, la master take è la
versione scelta per la pubblicazione finale su disco)
-musicisti
e coristi suddivisi con cura in base alla loro presenza in tal giorno e
per il brano in cui hanno suonato.
Già
questo di per sé sarebbe un gran bel lavoro, se non che Tunzi completa
il lavoro citando in quali emissioni su disco sono stati pubblicati i
brani master , le take alternative finora pubblicate su disco ufficiale
nonché quelle inedite evidenziandole con un dovuto asterisco.
A
corollario di queste aggiunte, Joe Tunzi fornisce sempre precisazioni
importanti al lettore su come spesso si giungeva alla pubblicazione
delle suddette master take. Prendiamo un esempio esplicativo:
"The
master of UPA-2773 is
a splice of takes 8 and 1" .
Tradotto
starebbe a dire che la master take di UPA-2773 (questo codice è il
famoso serial number citato precedentemente) You'll
Never Walk Alone è data da una "cucitura", se così
possiamo definirla, di parte della take 1 con parte della take n.8.
Interessante
perché questo tipo di operazione non era gradita ad Elvis che ricorreva
a tale stratagemma in casi rarissimi, allorquando nessuna take nella sua
interezza lo soddisfava pienamente…
Il
discorso diventa ancor più
intrigante, come in ogni campo della vita, quando le cose si complicano,
come nel caso delle incisioni in studio effettuate in preparazione dei
segmenti non live (per intendersi il road medley, il gospel medley, la
scena del bordello e cosi via…) del comeback special del 1968 ma anche
in questa circostanza l'autore riesce a scandagliare con le incisioni di
Elvis, quanto e come pubblicato su disco, dividendo con attenzione i
segmenti live del comeback special dalle esibizioni live, tanto per
intenderci gli ormai arcinoti stand up e sit down shows.
THE
SOUNDTRACK SESSIONS
Tunzi
struttura il suo lavoro nello stesso modo anche per quel che concerne le
"Soundtrack Sessions", ovvero le incisioni in studio mirate
per costruire le colonne sonore dei film che vedevano lo stesso Elvis
protagonista.
Un
periodo particolare quello dei film, che chi scrive ha tanta voglia di
conoscere in modo più approfondito e in questo libro la mia curiosità
personale viene soddisfatta dal modo in cui l'autore spiega il perché
tale brano venne magari utilizzato nel film e solo successivamente
pubblicato su disco, come nel caso del brano "The Lady Loves
Me", la cui master venne pubblicata per la prima volta nel lontano
1983 nella leggendaria di nome e di fatto raccolta " Elvis, a
Legendary Performer vol.4".
THE
OVERDUB SESSIONS
Questa
è forse la prima recensione in cui mi lascio, forse troppo, andare a
considerazioni personali, a sensazioni anche un po' intime, del mio
legame con Elvis. Ma serve per spiegare meglio a chi legge un'altra
sezione fondamentale di questa opera, ovvero quella denominata "the
overdub sessions".
Mi
piace in questo senso ricordare quando avevo quattordici anni e mi
avvicinai ad Elvis. Cominciai leggendo i libri di Livio Monari, come
tutti più o meno. E di tanto mi capitava di leggere spiegazioni di
questo genere quando anziché studiare sui libri di matematica
m'imparavo a memoria il suo dizionario delle canzoni. La frase
incriminata era la seguente:
"versione
priva di overdub".
Che
mai voleva dire tutto ciò? Che significava overdub?
Dopo
un po' di tempo arrivai a capire che l'overdub altro non era che una
sovraincisione di strumenti aggiunti postumi a quelli utilizzati in
presa diretta durante la session d'incisione.
In
questo libro vengono dettagliatamente descritte queste sessioni di
sovraincisione seguendo i criteri citati in precedenza elencando tutti i
musicisti e la strumentazione postuma utilizzata con dovizia di
particolari.
Mai
avrei pensato, lo scrivo col massimo dell'umiltà, che una session di
overdubbing potesse essere cosi impegnativa e cosi strutturata come
descritto da Tunzi. In molte di esse si vede minuziosamente elencato un
folto elenco di fior fior di musicisti impegnati per dare l'ultima
pennellata al quadro. Anche questo elemento ci fa capire quanta
meticolosa preparazione ci fosse da parte di Elvis e del suo staff nel
lavoro, perché malgrado il divertimento, malgrado le soddisfazioni che
la popolarità gli ha portato, Elvis riteneva il suo un lavoro e ci
metteva impegno massimo fino addirittura a volte a giungere alla
maniacalità.
LIVE
RECORDINGS AND REHEARSALS
Dulcis
in fundo parliamo delle registrazioni dal vivo, con prove annesse (come
nel caso del materiale inciso, selezionando due esempi, per i film
"That's The Way It Is" ed "Elvis On Tour").
Tunzi
informa il lettore, utilizzando i parametri usati per le registrazioni
in studio ma ovviamente modificandone alcuni (nel caso di incisioni live
non si parla piu ovviamente di outtakes ma di brani incisi per intero o
magari solo accennati) quando necessario.
Si
spazia pertanto dalla precisa descrizione delle registrazioni
professionali effettuate dal vivo (gli show del Madison Square Garden,
l'Aloha etc) ai soundboard ( "Dixieland Rocks") fino ad
elencare con minuziosità imbarazzante tutte le prove effettuate da
Elvis in preparazione degli shows che avrebbero composto sia il disco
che il film "That's The Way It Is".
Chi
scrive ha cercato di riassumere in breve l'asse portante di questa
monumentale opera di catalogazione della carriera discografica di Elvis.
Ma "Elvis sessions Vol.III" non è solo questo.
Tunzi
dedica anche ampio spazio ai tanto cari quarantacinque giri, a quanto
finora pubblicato in video su Elvis e all'ampia quantità di materiale
audio e video ancora inedito, il tutto condito con foto documentanti
archivi di registrazione, bobine, soundboard, nella sezione "Tape
Legends". Un vero toccasana per i malati cronici di questo ambito
come il sottoscritto.
A
questo va aggiunto l'ampio spazio dedicato anche a quanto uscito finora
nel mondo bootleg e su etichetta FTD, anno per anno, titolo per titolo.
In tre parole, una completa enciclopedia.
In
questo senso, per chiudere e salutare tutti voi, sono due i punti del
libro di Tunzi che mi hanno maggiormente colpito ed affascinato.
In
primis l'elenco delle prove che Elvis ha effettuato in preparazione
delle sue stagioni concertistiche dal 1969 al 1977. Sono in questo modo
venuto a conoscenza che in quei giorni di Gennaio alle Hawaii, fra le
canzoni nuove per lo show, Elvis provò anche la bellissima
"Separate Ways". Chissà, magari è solo una mia supposizione,
ma forse preferì optare per la più collaudata "It's Over"
che già di per sé lanciava un chiaro messaggio…
Sempre
in questa sessione sono venuto a sapere che canzoni come "Tomorrow
Night" e "Wear My Ring Around Your Neck" vennero provate
a Las Vegas in preparazione degli show del Marzo 1975. E quante altre
perle nascoste che forse vennero registrate…
Proprio
così. Tunzi termina la sua fantastica opera (aggettivo quanto mai
meritato) opera citando brani dal vivo e in studio in versioni fin ora
inedite, elencando in modo completo (a sua conoscenza) la lista dei
soundboard disponibili e chiudendo definitavamente il sipario con due
pagine pregnanti di informazioni, supposizioni, certezze e desideri
dividendole in due paragrafi così intitolati:
-What
the future holds?
-The
Rumor mill
Due
paragrafi che meritano solo la lettura attenta da parte di ogni vero fan
di Elvis aldilà di ogni mio superfluo commento.
Buona
lettura
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