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LAS VEGAS, 2 SETTEMBRE 1974: FURIA E STRAVAGANZA SUL PALCO

di Marco "Steamroller" Lofino

 

19 Agosto-2 Settembre 1974. Una delle stagioni estive a Las Vegas più controverse nella storia di Elvis Presley.

Come ben ricorderete, Elvis aveva aperto il 19 Agosto proponendo al suo pubblico (per chi volesse rimando all'articolo uno show in tutto e per tutto diverso dal solito, con una scaletta assolutamente rinnovata rispetto agli anni precedenti. Lo stesso Elvis apparve piuttosto rilassato e di buon umore…

Ma col passare dei giorni e delle esibizioni, la situazione cambiò ed Elvis, oltre a ripristinare per buona parte il vecchio ma consolidato show, cominciò a mostrare i primi segni di un certo disagio e nervosismo che divennero evidenti nello show di chiusura del 2 Settembre.

Ma come scritto in precedenza, i segnali si manifestarono già negli spettacoli precedenti, con un Elvis dedito a dei lunghi monologhi sui più disparati argomenti, fra i preferiti il karatè e le altre arti marziali, condito con un'aggressività spesso ingiustificata. Eccone un esempio tratto dallo show delle tre del mattino il 30 Agosto a Las Vegas , in cui una ragazza urla "I Love You Elvis", mentre un ragazzo dalla platea replica con un duro "I Hate You Elvis". Elvis, innervosito, replica con un perentorio "Fuck You".

Mai Elvis prima di allora si era permesso di insultare in tal modo qualcuno del pubblico. Questo episodio fu premonitore di quanto sarebbe accaduto solo tre giorni dopo, in quello che è considerato dai critici come uno dei più strani, lunghi e controversi concerti del Re del Rock and Roll.

Lo show del due settembre fu pubblicato alcuni anni orsono su bootleg in qualità audio più che discreta nell'album DESERT STORM della Fort Baxter.

Il nastro parte (See See Rider assente) con Elvis che si lamenta per come è stato fissato il microfono, rimarcando il fatto in modo piuttosto colorito, citando Jackie Kahane e soffermandosi sul prezzo del microfono per qualche inspiegabile ragione…

Il concerto è pieno di queste digressioni, che divengono veri e propri monologhi lunghi e ahimè anche un po' noiosi, sul suo approccio al karatè, sulla sua vita sentimentale e sulle presunte voci circolanti sul suo uso di sostanze stupefacenti. Quest'ultimo argomento farà letteralmente imbestialire Elvis verso la fine dello show. Ma in ogni caso, trattiamo gli argomenti in ordine cronologico.

L'interpretazione delle canzoni soffre moltissimo dello stato d'animo alterato di Elvis.

Durante la fine di I GOT A WOMAN, interpretata con un evidente eccesso di foga,  Elvis attacca al solito "Amen", ma evidentemente qualcosa non funziona con la band che chiude il pezzo mentre Elvis vuole continuare il refrain e lo si avverte commentare con un lapidario "sonsabitches".

Dopodichè Elvis attacca a parlare di Karatè, di come abbia ottenuto l'ottavo grado dopo sedici anni di allenamento…

Il brano successivo è la dolcissima UNTIL IT'S TIME FOR YOU TO GO, un pezzo non molto eseguito dal vivo dopo il 1972. Elvis lo interpreta bene ma anche in questo caso ci mette del suo, modificando le parole  e facendo commenti vari durante l'esecuzione (un esempio su tutti: " I was an oak, and that's a joke…"). La successiva IF YOU LOVE ME invece procede senza ulteriori scossoni ed è eseguita con professionalità.

Merita invece particolare attenzione la successiva IT'S MIDNIGHT, un brano introdotto proprio in quella stagione a Las Vegas e cantato con tutta la passione, la rabbia, insomma tutto quello che Elvis aveva quella sera dentro. Nell'enfasi del brano si avverte che Elvis è  pienamente consapevole della presenza di Priscilla in platea, nello specifico in questo passo: "When night time comes alone and I start wanting you, wanting you", e Elvis aggiunge: "Listen, Scilla"…In generale questa versione è a mio avviso favolosa.

Eccezion fatta per pochi brani (ad esempio una supergrintosa BIG BOSS MAN), un po'tutte le canzoni sono corollate da commenti di vario genere.

Uno dei casi più lampanti è quello di YOU GAVE ME A MOUNTAIN, caratterizato da un 'interpretazione vigorosa, con un marcato accento nella parte recitata per il verso "She took my reason for leaving" (altro evidente rimando a Priscilla) ed una chiusura roboante.

Terminato il brano, Elvis si prodiga in una serie di commenti sul brano con evidenti ed inequivocabili riferimenti al proprio matrimonio, alle cause della fine del medesimo e quant'altro. Un passo lunghissimo che non cito per intero ma di cui sottolineo alcuni momenti salienti tradotti per comodità in italiano:

"Voglio che sia chiara una cosa: canto questo pezzo da tanto tempo, e molti lo associano a me perché credono ci sia sotto una ragione personale. Non è così…….Mi piaceva la canzone e non ha nulla a che fare con me o con la mia ex moglie Prisclla, che è qui presente. Cara, alzati pure….. il nostro divorzio è avvenuto non per causa di un altro uomo o un'altra donna, ma per le circostanze legate alla mia carriera…"

L'imbarazzo del pubblico cresce di pari passo con il tagliente sarcasmo di Elvis  che diventa esplicito allorquando aumentano i riferimenti a Priscilla e al suo flirt con Mike Stone, colpo finale inflitto al matrimonio tra Elvis e la ex signora Beaulieu.

Tornando alla musica, le canzoni che seguono sono interpretate sulla falsariga delle precedenti, con un Elvis che costantemente alla fine di ogni canzone si lascia andare a soliloqui continui. "American Trilogy" è una delle versioni più strane fra le tante eseguite da Elvis fra il il 1972 e il 1975, e francamente non una delle migliori…

Il concerto prosegue con le presentazioni della band, anch'esse fornite in modo piuttosto insolito, con marcati accenti verbali durante le esibizioni in "solo" dei musicisti, in particolare il mai troppo amato da Elvis Duke Bardwell.

Si prosegue di questo passo fino ad arrivare alla fantastica "If You Talk In Your Sleep", di cui Elvis fornisce una grintosissima versione live per l'ultima volta (un vero peccato), seguito da quello che sarebbe diventato uno dei più lunghi e ahimè tristemente noti monologhi da lui proposti nel corso dei suoi show anni settanta.

Chi scrive si riferisce chiaramente all'ormai famigerata "drug story" (prese lo stesso titolo il primo bootleg immoralante questo concerto, un audience recording del 1991) di cui prendo solo un estratto già tradotto in italiano: " … Così non presto attenzione ai pettegolezzi, né ai giornaletti scandalistici che non leggo perché sono tutta spazzatura…Non voglio denigrare il lavoro di nessuno, ma se non hanno nulla da scrivere se la inventano, e nel mio caso se la inventano…Ho sentito dire in giro-sono stato male in ospedale - e di questi tempi non puoi nemmeno ammalarti, che ero strafatto!, Per l'amor di Dio vi dirò qualcosa signore e signore, non mi sono mai strafatto in vita mia se non di musica…" Il resto del monologo, molto lungo, vede Elvis aumentare la sua collera e difendersi in modo disperato minacciando e insultando coloro che a suo dire hanno messo in giro questa voce sul suo conto, fino a  capire, finalmente, che lo show doveva andare avanti.

Un momento davvero toccante della carriera di Presley che personalmente non mi sento di giudicare. Malgrado tutto resta comunque uno degli episodi più bizzarri e per certi versi anche esaltanti della carriera del Re. Si percepisce in esso la sensazione di un uomo che aveva un tremendo bisogno di aiuto e che in quel monologo, così forzato, così sopra le righe, si nasconda solo quella necessità divenuta impellente in quel momento della sua carriera. Oltre a ciò non è, a mio modesto parere, uno dei peggiori show  offerti da Elvis dal punto di vista strettamente interpretativo dei brani come spesso viene citato da alcune fonti; ve ne sono molti altri di gran lunga inferiore

Se forse qualcuno se ne fosse accorto prima, detto senza falsa retorica, oggi il nostro idolo, forse, sarebbe ancora  qui con noi. Ma lasciando da parte queste considerazioni, chissà se un giorno questo unico show verrà alla luce anche su etichetta FTD…  

 

DATA:

02 Settembre 1974

ORA:

Midnight

LUOGO:

Las Vegas NV.
Hilton Hotel

SPETTATORI:

2.200

JUMPSUIT:

Mad Tiger suit

SONG LIST:

Also Sprach Zarathustra
See See Rider
I Got A Woman/Amen
Until It's Time For You To Go
If You Love Me
It's Midnight
Big Boss Man
You Gave Me A Mountain
Softly, As I Leave You
Hound Dog
American Trilogy
O Sole Mio/It's Now Or Never
[band introductions]
Bring It Back [by Voice]
Aubrey
It's Now Or Never
Let Me Be There
If You Talk In Your Sleep
Hawaiian Wedding Song
Can't Help Falling In Love