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Elvis at the movies: curiosità sul set

di Canafra

 

 

Anni sessanta: quanti avvenimenti da ricordare. Ma per gli amanti di Elvis quello che sicuramente è il momento che porrà le basi per un ritorno ad un successo mondiale è stato il 1968 con il Comeback Special dopo che negli anni cinquanta vi era stata una rivoluzione nel modo (e nel mondo) di pensare e cantare.

E fra il ’50 e il ‘60? Un periodo dedicato, per Elvis Presley, alla cinematografia che ha inizio nel 1956 e si conclude nel 1969 con il 31° film prima di completare l’opera con i due documentari del 1970 e 1972. Pellicole che molti preferiscono scordare (ma perché poi?) ma che in ogni caso fanno parte della vita e dell’esperienza di Presley. Ci sarebbe da discutere una vita sulle interpretazioni, sulle critiche (vi tralascio per il momento quelle del Corriere della Sera dell’epoca che sono solo ed esclusivamente da censurare), e sui modi di fare cinema di Elvis (ma soprattutto delle “menti” del suo staff).

Con questo mio primo e modesto contributo al mondo virtuale e non del più grande personaggio di spettacolo di tutti i tempi, voglio segnalarvi alcune curiosità capitate sui set cinematografici durante le riprese che hanno caratterizzato più di un decennio della vita del King e che forse solo i più datati estimatori del ragazzo di Memphis conoscono. Stranezze, errori e pettegolezzi “rivisti” da chi scrive e che Augusto Morini ha inserito con maestria nel libro “Pazzo per le donne”.

Anno 1956, l’avventura inizia con Love Me Tender. Il costo del film, 1 milione di dollari, viene recuperato dopo solo tre giorni di programmazione per poi arrivare a ben 4 milioni e mezzo di dollari incassati in soli dieci giorni.

Loving You, terminato di girare nel marzo del 1957, vede il debutto nel cinema di Vernon e Gladys Presley che si intravedono fra il pubblico della scena finale quando Elvis canta Loving You e Got A Lot O’ Livin’ To Do. Debutto anche per Scotty Moore e D.J Fontana (che appariranno anche in Jailhouse Rock e G.I. Blues), Bill Black (Jailhouse Rock)e i Jordanaires che interpretano loro stessi anche in altri quattordici film.

Il ‘57 prosegue con Jailhouse Rock dove Elvis inghiotte la capsula di un dente mentre canta e balla Jailhouse Rock davanti a quella bellissima coreografia da lui stessa voluta. Se poi fate attenzione alle pareti della cella di Vince (Elvis,) non trovate le classiche foto di ragazze che tengono solitamente “compagnia” ai carcerati, ma foto di cantanti country. Allo stesso modo sulle pareti del primo studio di registrazione frequentato da Vince si riconoscono artisti della RCA (pubblicità occulta diremmo oggi). Per il film vengono anche stampate un centinaio di copertine del disco Treat Me Nice con un retro dal titolo Nellie Was A Lady (canzone che in realtà non esiste) che alla fine della produzione vengono distrutte anche se, guarda caso, solo una sembra essere sopravvissuta. Mike Stoller, che con Jerry Leiber scrive numerose canzoni per Elvis, è con la moglie uno dei supersiti dell’affondamento del transatlantico italiano Andrea Doria.

Per King Creole (1958) Elvis ritarda la partenza per servire lo “Zio Tom” di otto settimane per completare il film. E per raggiungere la sua camera d’albergo dopo le riprese? Ovviamente non dalla porta principale, ma dal tetto attraverso le scale antincendio per evitare i numerosi fans.

Il ’59 è sterile di bobine a causa dell’espatrio forzato in Germania ma già dal 1960 con G.I.Blues Elvis torna in “pista”. Ad una proiezione speciale avvenuta a Hollywood prima della distribuzione nazionale assiste l’attore Ronald Reagan e futuro presidente degli USA. Se guardate bene noterete che ad un certo punto Elvis ha una mano gonfia. Il tutto a causa di una frattura per un colpo di Karate dopo un allenamento. Sembra che il cantante, dopo le prove, uscisse con la fidanzata dell’epoca di Frank Sinatra.

Flaming Star, sempre del 1960, non viene proiettato in Sud Africa a causa delle leggi raziali. Elvis fa a meno della controfigura e dopo questo film ottiene da parte del Consiglio Tribale Indiano di Los Angeles un riconoscimento. Le canzoni Britches e Summer Kisses Winter Tears vengono tagliate a causa delle risate del pubblico ad una “pre-prima”. Dopo questo film “Red” West (che fa la parte di un indiano) prende parte ad altri undici film.

Ecco nel 1961 Wild In The Country. In una scena poi esclusa dal film l’attrice Betty Lee schiaffeggia talmente tanto forte Elvis che si sloga un polso. Durante la lavorazione Elvis riceve dalla RCA un orologio di platino per i 75 milioni di dischi venduti. Non è però tutto oro quello che luccica. Elvis viene infatti anche votato da una rivista come uno degli attori più deludenti dell’anno.

Nello stesso anno uscirà anche Blue Hawaii. In questo film recita Angela Lansbury, la famosa “vecchietta” investigatrice della serie “La signora in giallo”. Sembra che la Lansbury consideri questo film come il peggiore mai fatto nella sua carriera.

Follow That Dream del 1962 viene riedito in Italia nel 1977. La locandina esce però con un errore: raffigura il viso di un cowboy. Chi l’ha eseguita, e senza aver visto il film, è stato preso in inganno dalla traduzione del titolo: Lo sceriffo scalzo.

In Kid Galahad, dello stesso anno del precedente, recita il mitico Charles Bronson. L’attore, quando il film viene riproposto nel Belpaese nel 1973, diventa sulle locandine il protagonista principale mentre Elvis (scritto Elvy), è messo in secondo piano. Il nostro viene allenato alla box da un ex campione mondiale dei pesi junior.

Il terzo impegno dell’anno è Girls! Girls! Girls! All’arrivo all’hotel, prima dei ciak,  e in mezzo ad una folla di 5000 persone, Elvis perde un anello con brillante e un orologio. Viene, forse, anche registrata la canzone Pot Porri, mai però ritrovata.

It Happened At The World’s Fair è uno dei due film del 1963. Il guardaroba usato da Elvis costa 10 mila dollari. Nel film recita anche un giovanissimo Kurt Russel (il ragazzo che dà un calcio a Elvis) che nel 1979 interpreta lo stesso Elvis in “Elvis The Movie” e, caso del destino, sposa in realtà la stessa attrice che nel film fa la parte di Priscilla. Anche Joe Esposito (banditore del Luna Park) per la prima volta (anche se non sarà l’ultima) fa parte dei personaggi del cast.

Fun In Acapulco, sempre del ’63, si svolge in Messico ma viene girato interamente in studio.

In Kissin’ Cousins (1964) Elvis si sdoppia e interpreta due personaggi che portano, guarda caso, i capelli neri come lui stesso amava tingerseli, e biondi-castani come quelli che ha al naturale. Il film è girato in soli 16 giorni con un budget di 800 mila dollari. Una delle attrici è Maureen Reagan, figlia del futuro Presidente degli Stati Uniti.

Nel 1964 viene girato anche Viva Las Vegas, il primo film di Elvis distribuito prima all’estero e poi negli USA, ma non a Gozo, un’isola di Malta, dove è bandito perché valutato indecente. Sul set, ma anche fuori, Elvis frequenta Ann Margret. La Margret affermò, molti anni più tardi, di aver avuto una “relazioni” con Elvis fino agli anni 1970.

Anche Roustabout esce nel ’64. Nel film la canzone Little Egypt attira le ire di una ballerina con lo stesso nome che promuove una causa, perdendola.

1965: Girl Happy viene distribuito in 500 cinema e a Los Angeles in 58 sale contemporaneamente.

Nel 1965 vedono la luce anche Tickle Me e Harum Scarum. Nel primo film Elvis utilizza “vecchie” canzoni già pubblicate in precedenti album. Il suo compenso viene diminuito di 250 mila dollari a causa delle difficoltà economiche della casa produttrice. Il secondo è girato in soli 18 giorni.

Nel film Frankie And Johnny (1966) debutta l’amico d’infanzia Gorge Klein.

La “prima” di Paradise Hawaiian Style (1966), effettuata a Memphis il 9 giugno, incassa complessivamente 2 milioni e 500 mila dollari.

La canzone I’ll Be Back in Spinout (1966) ha una nomination per un Grammy mentre in Easy Come Easy Go dell’anno successivo il titolo originario della canzone You Gotta Stop è Stop You’re Wrong Again.

Double Trouble (1967) si sgroviglia in Inghilterra e Belgio ma viene girato interamente in studio e lo si nota in quanto durante una scena che si sviluppa in Belgio si nota un camion di una compagnia di trasporti americana. Anette Day, una delle protagoniste, ha 18 anni e non sa guidare la macchina. Al termine delle riprese Elvis le regala una Mustang. Clambake (1967), le riprese del film iniziano con due settimane di ritardo in quanto Elvis si infortuna alla testa dopo una caduta nella sua casa di Hollywood. Il vestito bianco ed altri capi di abbigliamento indossati dal cantante vengono alla fine del film tagliati in piccoli pezzetti e inseriti nella prima stampa del box di quattro lp Worldwide Gold Awards Hits Vol. 2. In Clambake, nei panni di un barbiere, fa la sua prima comparsa, le altre saranno in Speedway e Charro, anche Charlie Hodge.

Nel 1968 Elvis recita in Stay Away Joe e registra le canzoni Lonely e Lovely Mamie che non vengono mai pubblicate perché incomplete.

In Speedway (1968) vengono tagliate delle canzoni ma una, Five Sleepy Heads, rimane nelle copie distribuite in Giappone.

Vernon torna a fare una breve comparsa, seduto ad un tavolo, in Live A Little Love A Little (1968) mentre nel cane “Albert” si riconosce il cane di proprietà di Elvis di nome “Brutus”.

Ed eccoci arrivati al 1969 con Charro dove un Elvis barbuto, a parte Charro dei titoli di coda, non canta nemmeno una canzone.

The Trouble With Girls, altro film del ’69, rimane all’epoca inedito in Italia ma alla fine del 1980 viene doppiato per la televisione.

Change Of Habit, dello stesso anno dei precedenti, chiude la saga dei film del Re. In una scena si vede la pubblicità di una stazione radio di Los Angeles mentre l’azione si svolge a New York. Elvis nel film è John Carpenter, nome che usa successivamente e in modo molto frequente per spostarsi in incognito.

1970: esce il mitico That’s The Way It Is. Durante le riprese dei concerti Elvis riceve due minacce di rapimento e, per lo show del 28 agosto 1970, una di morte.

1972: Elvis On Tour. Il 28 gennaio del 1973 vince un Golden Globe come miglior documentario dell’anno precedente. Il particolare montaggio delle multiscene sullo schermo è affidato ad un giovane Martin Scorsese. Fine delle trasmissioni, ma non del mito.