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IN PERSON AT THE
INTERNATIONAL HOTEL (novembre 1969)
di Carmelo Genovese
Il primo disco dal vivo della sua carriera
è certamente anche uno dei più affascinanti.
Ciò che lo rende tale è la tensione che lo
pervade dall'inizio alla fine. Dopo il trionfo dello show televisivo
Elvis si ritrovò nuovamente di fronte al pubblico in una dimensione
realmente live e non mancò di sottolinearlo nella significativa
introduzione "E' la mia prima esibizione dal vivo da nove anni a questa
parte. Nel frattempo sono apparso morto (forse riferendosi alla noiosa
routine cinematografica, nda), ma questa è la prima dal vivo...".
Lo spettacolo fu esaltante e questo disco
confermò pienamente la sua resurrezione artistica. Concentrazione,
impeto, e ispirazione vanno di pari passo: la riproposizione dei suoi
vecchi successi è animata da un entusiasmo che negli anni successivi
andò inevitabilmente scemando.
Ma ciò che dava un senso compiuto a questo
lavoro era l'inclusione di In the ghetto e Suspicious Minds, i due brani
che avevano riportato Elvis in cima alle classifiche. Essi dimostravano
che nonostante il luogo (Las Vegas veniva chiamata ironicamente "il
cimitero delle star") non si trattava di una semplice celebrazione
nostalgica.
In particolare Suspicious Minds è qui
presente in una splendida versione che rimarrà fra le più riuscite.
Tratto dal libro ELVIS PRESLEY (Editori Riuniti,
2003).
Per gentile concessione dell'autore.
NOTA: nel novembre 1969 uscì per la RCA
il doppio album "From Memphis To Vegas/From Vegas To Memphis".
Nel novembre 1970 la RCA decise di
mettere sul mercato singolarmente questi due album quindi "From Memphis
to Vegas" uscirà come "Elvis in person at the International Hotel" (l'album
esaminato in questa recensione) e "From Vegas To Memphis" uscirà come
"Back in Memphis".
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