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IT'S
MIDNIGHT (gennaio 2002)
di
Marco "Steamroller" Lofino
Eccoci
di fronte ad un prodotto che se fosse uscito dieci anni fa sarebbe stato
sicuramente accolto con molta più gioia ed attenzione nel mondo dei fan
accaniti mentre oggi viene ben accettato pur non essendo indubbiamente una
pietra miliare nella storia della giovane etichetta FTD.
Dopo
Tucson 76' e Dixieland Rocks, la FTD si focalizza sulla stagione a Las
Vegas dell'Agosto-settembre 1974, una
"summer season" su cui fiumi d'inchiostro sono stati
versati e su cui non mi soffermo perché non è questo l'intento del mio
articolo.
All'epoca dell'uscita del CD, Jorgensen, il grande capo,
affermò che il concerto scelto per questo CD era straordinario e il
prodotto confezionato ancor migliore.
Cari
amici, col massimo dell'obiettività vi dico che nessuna di queste due
affermazioni risponde pienamente al vero. Ma andiamo avanti con la
recensione e poi più avanti capirete il perché del mio dissenso con
"big boss" Jorgensen.
Il
CD contiene parte del midnight
show del 24 agosto 1974 a Las Vegas e sette brani tratti dal dinner show
del 29 agosto dello stesso anno. La scelta della FTD è obbligata visto
che i concerti di Elvis in quella stagione erano più lunghi del solito e
generalmente le cassette ( ricordiamo che i soundboard altro non sono che
delle audio cassette tipo quelle che troviamo in commercio oggi. Tali
cassette duravano sessanta minuti e spesso non erano sufficienti a
contenere gli shows per intero. A ciò va detto che questi nastri non
avevano ovviamente la fedeltà di quelli attuali, e ciò giustifica il
fatto che il suono dei medesimi non sia sempre cristallino…) non
riuscivano a raccogliere l'intera performance per intero. Ad ogni modo
pensiamo al contenuto, che di sicuro è quel che più ci interessa.
E'
un buon concerto quello del 24 agosto, ma non è straordinario. Elvis è
in buona forma e di ottimo umore ( basta ascoltare il suo solito
siparietto con J.D Sumner prima della conclusione di "I Got A
Woman") ma forse manca un po'di quell'energia che aveva
caratterizzato il tour di Marzo dello stesso anno.
Inoltre
cominciano ad avvertirsi le prime avvisaglie di quello che capiterà alla
fine della stagione, quando Elvis comincia a lasciarsi andare a dei lunghi
monologhi sui più disparati argomenti lasciando meno spazio alla musica.
Ci sono bootleg ( e ciò
resta francamente un mistero) dalla qualità audio molto migliore di
questo soundboard, in cui
evidentemente ogni sforzo è stato fatto in sede di mixaggio per rendere
il prodotto valido, malgrado la voce di Elvis sia leggermente in secondo
piano rispetto alla strumentazione, in particolar modo il basso (ahimè,
con tutto il rispetto, ma dico di nuovo ahimè) di Duke Bardwell.
Ciò
non significa che il concerto sia da buttare, anzi, vi sono alcune
performances di livello come la splendida "It's Midnight", che
Elvis canta col cuore, o l'altrettanto fantastica "I'm Leavin".
"Big Boss Man" è eseguita come al solito da par suo, devo
ancora ascoltare una versione live poco convincente di questo pezzo come
nel caso dell'energica "If You Talk In Your Sleep".
Due
rarità caratterizzano questo concerto e lo rendono comunque
indispensabile per un fan accanito: la spagnoleggiante "Spanish Eyes"
in cui Elvis invita Sherill Nielsen al centro del palco per duettare con
lui.
Con
la già citata "If You Talk In Your Sleep" termina ciò che il
nastro cattura del midnignt show del 24 agosto e ci si tuffa nell'ultima
parte del dinner show del 29
agosto, che propone le ormai collaudate "Let Me Be There" e
"How Great Thou Art". Ma di questo show va citata la seconda
rarità che distingue questo
album insieme alla già citata "Spanish Eyes": una versione
particolare di "Early Morning Rain" molto diversa da quelle che
Elvis farà effettuare a Johh Wilkinson, il suo chitarrista ritmico,
durante le presentazioni del gruppo a partire dal 1976. In questa
versione, purtroppo tronca (come si può udire, il nastro parte con Elvis
che già canta "big 707 set to go" appena dopo aver presentato
il Dottor Ghanem…) è molto più udibile il piano di Glen Hardin ed è
forse a mio avviso eseguita ad una velocità eccessiva. (ndr chi vi scrive
non è un musicista ed esprime un mero gusto personale, MAI nulla potrei
avere contro la TCB band né contro il loro capo…). "Hawiaan
Wedding Song" segue ed è una buona versione di una canzone d'amore
dolcissima, anche se la versione di Rapid City del 1977 ( album RCA "Elvis
in Concert) è molto migliore.
"Can't
Help Falling In Love" termina il CD e come al solito è un bel chiudere…
Un buon
prodotto ma dire straordinario significa dire quasi perfetto, per questo
non sono d'accordo con Jorgensen, che giustamente fa il suo mestiere e si
prodiga a volte nello spacciare ottone per oro. Il suono non straordinario
penalizza uno show di buon livello ma certamente non fra i migliori
offerti da Elvis nel 1974 e anche dopo.
Tracklisting:
See see rider - I got a woman/Amen - Love me - If you love me - Its
midnight - Big boss man - Fever - Love me tender - All shook up - The
wonder of you - I'm leavin' - Softly as I leave you - Spanish eyes - Hound
dog - You gave me a mountain - Polk salad annie - Introductions - If you
talk in your sleep - Why me Lord? - Teddy bear/Dont be cruel - How great
thou art - Let me be there - Early mornin' rain - Hawaiian wedding song -
Can't help falling in love
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