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ON STAGE (giugno 1970)

di Marco "Steamroller" Lofino

 

Gennaio-Febbraio 1970, International Hotel, Las Vegas. Dopo il suo trionfale ritorno sulle scene dell'agosto di un anno prima, Elvis torna nella città delle luci per un altro mese di concerti (due al giorno come diventerà consuetudine fino al 1975) che lo consacrerà di nuovo nella sua ritrovata veste di animale da palcoscenico, così come era stato negli anni cinquanta.

Questo cd, uscito per la prima volta come fedele riproduzione dell'originale vinile all'inizio degli anni novanta, è qui riproposto in una nuova edizione contenenti ben sei brani inediti dalla stessa stagione a Las Vegas più uno ("Hey Jude") ripreso da quella dell'agosto del 1969. Le canzoni sono tratte da vari shows del Febbraio del 1970, quindi non ci si trova di fronte ad un concerto unico ma a una raccolta di brani "live"

La qualità audio è ottima e a mio avviso migliore rispetto alla prima emissione su CD di questo materiale. Si vede che la BMG ha lavorato sull'audio perfezionandolo in alcuni punti. Passiamo ora a giudicare il contenuto.

Si apre con "See See Rider" ma chi conosce bene la carriera di Presley sa benissimo che all'epoca Elvis la cantava a metà concerto e non come brano d'apertura. Questa versione è molto diversa da quelle che dal 1972 caratterizzeranno l'inizio di tutti i concerti di Elvis. E' più lenta, ma molto molto piacevole.

Splendide sono le successive "Release Me" e "Sweet Caroline". La prima è eseguita con una grinta unica e inimitabile, marchio di fabbrica dell' Elvis del 1970. Le versioni del 1972-1973 sono cantate a un ritmo più veloce ma con meno convizione da parte di Elvis. "Sweet Caroline" fu un grande successo un anno prima per Neil Diamond ed Elvis la ripropone da par suo. Soprattutto questo brano soffre però dell'assenza alla batteria di Ronnie Tutt, sostituito in quella stagione dal pur bravo Bob Lanning. Ascoltate con attenzione, e fate caso come lo stile dei due batteristi sia molto differente. Ribadisco, con tutto il rispetto per Lanning ( e anche per il povero Larry Londin, che sostituì Tutt nel primo tour del 1976 e negli ultimi tre concerti finali di Elvis del giugno 1977), Ronnie Tutt resta assolutamente a mio avviso inarrivabile.

Il quarto pezzo è "Runaway", tratto dall'agosto 1969. Nel 1961 fu un hit per Del Shannon, ed Elvis propone una sua versione più veloce e grintosa rispetto all'originale. Segue poi uno dei grandi successi discografici su quarantacinque giri dell'Elvis anni settanta, la meravigliosa "The Wonder Of You". Ancor oggi la versione di "On Stage" è la migliore che abbia mai ascoltato. Un vero esempio di come si debba cantare una canzone d'amore.

"Polk Salad Annie" fu un altro numero nuovo per l'epoca, e diventerà un classico che Elvis proporrà nei suoi shows praticamente fino alla fine. Questo pezzo è forse uno di quelli che ha subito più modifiche nel corso del tempo dal punto di vista dell'arrangiamento. Presentata originariamente in versione lenta e blues, con un pezzo recitato iniziale, il pezzo verrà eseguito a una velocità sempre maggiore nel corso degli anni con l'aggiunta anche dei fiati che caratterizzeranno tutte le versioni del pezzo a partire dal giugno del 1974. Ad ogni modo, la versione di ON STAGE è bellissima e rende l'idea delle infinite possibilità di Elvis a livello scenico.

A Yesterday è stata aggiunta, in questa versione aggiornata dell'album, Hey Jude, che di fatto era solito cantare a chiusura del brano precedente. Tratte dall'agosto del 1969, Elvis rese cosi omaggio ai Beatles cantando con abilità e stile due dei loro brani più noti.

"Proud Mary" è un pezzo che non ha bisogno di presentazioni. Grande successo dei "Creedence Clearwater Revival", Elvis ne offre una versione live di notevole fattura in questo album, anche se chi vi scrive predilige le versioni del 1972, complessivamente più grintose ed eseguite con più "cattiveria".

Dopodichè è il momento di "Walk a Mile In My Shoes". Un pezzo davvero bello e trascinante, che purtroppo Elvis avrebbe di rado riproposto nei suoi shows.

Dopo "Walk a Mile" troviamo finalmente la serie dei pezzi inediti, cominciando con una buona versione di "In the Ghetto" che comunque è inferiore a quelle fornite da Elvis un anno prima. Un vero peccato che questa canzone sia stata tutto sommato poco utilizzata da Elvis nei suoi concerti dal vivo pur essendo stato uno dei dischi che più gli ha fruttato dal punto di vista delle vendite. Lo stesso discorso può essere fatto per la successiva "Don't Cry Daddy" che Elvis canta con passione.

"Kentucky Rain" è un altro dei brani che furono, a mio avviso, inspiegabilmente tolti dalla scaletta dopo il 1970. Un pezzo straordinario in una versione live che pur forse non reggendo il confronto con quella in studio, ci regala un Elvis in forma strepitosa malgrado egli stesso dica "I forgot to tell you I've got the flu" (trad. "Mi son scordato di dirvi che ho l'influenza"). La successiva "I can 't Stop Loving You" è come al solito trascinante mentre "Suspicious Minds" appare invece, e di questo rimasi molto sorpreso quando ascoltai il CD per la prima volta, un po'sottotono, con Elvis assai meno vigoroso rispetto a quello di soli cinque mesi prima. Le versioni di questa canzone dell'agosto del 1969 restano a mio parere ancora le migliori sia dal punto di vista interpretativo sia da quello dell'arrangiamento. "Long Tall Sally" è da ascoltare tutta d'un fiato, mentre il CD chiude con un pezzo già presente nella vecchia edizione, la meravigliosa "Let It Be Me", con una versione tratta però da un altro concerto rispetto a quella dell'edizione originale, ma assai simile alla precedente. In poche parole, una delizia per le orecchie.

Questo CD è un "must" per ogni vero appassionato del "Re". Elvis è in grande forma e regala splendide emozioni. L'aggiunta di sei nuovi pezzi mi è parsa un'idea azzeccata, anche se spero che la BMG o la FTD (come è più probabile) pubblichi un giorno uno show intero da questa fantastica stagione all'International Hotel di Las Vegas.