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THAT'S THE WAY IT IS (novembre 1970)

di  Roberto Fiore

 

Questo disco ci racconta di un Elvis nuovo, quello ormai artisticamente rinato dal 1968. Dopo il fragore del ritorno on stage nell'agosto 1969, nessuno avrebbe mai potuto aspettarsi da Elvis altre rassicurazione sul fatto che il re ormai fosse tornato. Al tempo di queste registrazioni si era al terzo ingaggio a Las Vegas, i concerti sold out da mesi e il disco raggiunse la posizione numero 21 nelle chart (non straordinaria...).

L’album inizia con la dolce I Just Can’t Help Believin’ che, lentamente, si dipana nella sua avvenenza, anticipandoci quali territori saranno esplorati nei solchi successivi. Quasi tutte sono canzoni melodiche, romantiche, con delle orchestrazioni e degli arrangiamenti equilibrati e mai invadenti. Quasi ogni pezzo è un capolavoro, la voce di Elvis si erge su un tessuto sonoro avvolgente e domina ogni canzone. Forse qui sono davvero raggiunti i vertici canori di Elvis, la sua immedesimazione nelle canzoni è assoluta, c’è qualcosa che brucia nella sua anima, ed egli si dona completamente nello show. Ricordiamo la stupenda You don’t have to say you love me (Io che non vivo, che Elvis amava per la versione del 1966 di Dusty Sringfield), o la melodrammatica Bridge over troubled water, un successo del 1970 di Simon & Garfunkel che chiude l’album nella maniera più solenne. Fra i pezzi più lenti la bellissima How the web was wowen, Mary in the morning

Rispetto alla versione originale uscita nel 1970, ci sono due interessanti riedizioni arricchite di questo storico album.

La ristampa del 2000 è di ben tre CD e con una copertina differente; il primo cd contiene il materiale originale arricchito da buonus track, mentre il secondo comprende l’intero midnight show del 12 agosto 1970. A detta di Jorgensen e Semon, i curatori del catalogo RCA, il miglior show di Elvis in assoluto. E non c’è da meravigliarsi, in Elvis è quasi palpabile l’energia, la forza, la determinazione disperata, la rabbia che ormai si credeva persa per sempre. Infine, il terzo CD va apprezzato piuttosto da un punto di vista storico, e quindi sono state privilegiate anche registrazioni con una qualità del suono in alcuni punti medio-bassa. Ma anche il terzo album è molto piacevole, non solo per i collezionisti. Voglio segnalare una bellissima A fool shuch as I, del 29 luglio 1970 (una rara chicca!) e un’altrettanto deliziosa It’s now or never dello stesso giorno, in cui verso la fine Elvis intona in italiano il verso “… oh sole miooo…”.

Com’è noto l’album non è la colonna sonora dell’omonimo film (uscito nelle sale americane nel novembre 1970), e ne riprende solo alcuni brani, alternando invece performance on stage ad altre in studio. Il primo CD aggiunge alla scaletta originaria altre sette canzoni; a conti fatti il box contiene in totale 54 canzoni in più rispetto l’impostazione originaria dell’album.

Esiste poi la ristampa edita nel 2008 dalla Follow That Dream, che ripropone la copertina originale e consta di due cd. Il primo riprende la tracklisting originale e aggiunge interessanti bonus track; il secondo invece si concentra su versioni rehearsal (cioè prove) o take alternative in studio, tutte provenienti dalle stesse session dell'album originale.

Dopo That’s The Way It Is, Elvis avrebbe cantato tante altre bellissime canzoni, eseguito tanti altri memorabili concerti, ma quel sogno che inizia con le delicate note di I Just Can’t Help Believin’ non sarebbe mai più ritornato.