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TUCSON
'76 (ottobre 2000)
di
Marco "Steamroller" Lofino
Uscito nel 2000 sotto etichetta
FTD, questo
CD è sicuramente una pietra miliare visto che contiene il primo concerto
registrato in qualità "soundboard" pubblicato dalla BMG
dall'ormai lontano 1980, allorquando la ex RCA pubblicò un pout-pourri di
canzoni tratti da shows del maggio-giugno del 1975 sul box Elvis Aron
Presley, poi peraltro ripubblicato su CD diciassette anni dopo.
In
molti su altri siti in lingua inglese hanno avuto parole non propriamente
d'elogio sul concerto. Tutti ( e anche io mi associo a riguardo )
concordano sull'ottima qualità audio del concerto, quasi tutti anche
sulla qualità della performance di Elvis, ritenuta di livello mediocre.
Chi vi scrive è in disaccordo. Non è uno show straordinario, ma è di
livello comunque sufficiente. Ad ogni modo, cominciamo a parlare del
concerto, di quando è stato tenuto e via discorrendo.
L'album contiene quasi per intero lo show che Elvis tenne alla Community
Center Arena di Tucson, davanti a oltre diecimila fans, il primo giugno
del 1976. Evidentemente See See Rider non deve essere stata registrata dal
tecnico del suono così la BMG ha rimediato inserendo una versione tratta
dal concerto del pomeriggio di Odessa del 30 maggio. Una versione così e
così, con un Elvis forse ancora assonnato ( è appurato che negli shows
pomeridiani Elvis rendesse meno rispetto a quelli della sera)
caratterizzata da uno strano mix che rende molto udibile il piano
elettrico di David Briggs. Evidente alle orecchie dell'ascoltatore la
differenza di qualità del suono fra la prima traccia e la successiva
" I Got A Woman" tratta dallo show di Tucson ( molto buona la
qualità audio dello show di Tucson) che parte subito dopo la fine del
pezzo precedente. Francamente non il massimo ma sorvoliamo…I Got A Woman
è cantata discretamente ma non è certamente la miglior versione
disponibile.
Il concerto prosegue con una "Love Me" di routine dedicata alle
fans con un Elvis molto allegro (alcuni dicono che Elvis fosse strafatto
quella sera, francamente a sentirlo bene non mi sembra ma tutto è
opinabile…) che scherza con le prime file. "If You Love Let Me Know"
segue ed è una versione appena sufficiente. "You Gave Me a
Mountain" è preceduta da
una falsa partenza ma la versione che segue è splendida come al solito.
Elvis canta questa canzone col cuore in mano.
Inutile parlare di "All Shook Up" e di "Teddy Bear-Don't Be
Cruel", eseguiti al solito di fretta e senza molta convinzione.
Convinzione invece che Elvis mette nell'esecuzione della romantica
"And I Love You So". Eseguita dalla band a un ritmo più lento
rispetto alle versioni successive dell'estate 1976 e del 1977, Elvis canta
con classe e grinta, presente anche nella piacevole versione un po'più
lenta del solito della sua superclassica
"Jailhouse Rock".
Elvis decide che è giunto il momento di cantare un pezzo inciso due anni
prima, la bellissima canzone religiosa in stile country "Help
Me". Le versioni del 1976 di questo brano sono più lente rispetto a
quelle del 1974, anno in cui Elvis cominciò a cantare questo brano dal
vivo. Personalmente preferisco le versioni del 1974, ma ad ogni modo a
Tucson Elvis la canta in modo splendido in duetto con Sherill Nielsen.
"Fever" è sensuale come al solito, con le ragazze delle prime
file che impazziscono all'ascolto di questo brano che anche nelle serate
meno brillanti Elvis riusciva a cantare con maestria.
"Polk Salad Annie" fu uno dei marchi di fabbrica dell'Elvis anni
settanta. Elvis la cantò quasi ininterrottamente dal Gennaio del 1970
fino alla fine. La versione di Tucson è la classica del 1976. Peccato che
al posto del leggendario assolo di Jerry Scheff al basso se ne senta uno
di James Burton nel mezzo del brano. Nulla contro il mitico James, solo
che quel brano era per Jerry!!
Dopo " Polk Salad" è il momento delle presentazioni del gruppo,
tutte inspiegabilmente raccolte in unica traccia di oltre tredici minuti
che includono anche gli assoli dei musicisti. Nulla da dire qua, se non
che al solito John Wilkinson suona uno splendido assolo in "Early
Morning Rain" così come Tutt, Burton e Scheff negli spazi a loro
rispettivamente assegnati.
Dopo il "solo" al piano di Tony Brown (che sostituì Glen Hardin
dal Marzo del 1976) e al piano elettrico di David Briggs, torniamo ad
Odessa, questa volta ci tuffiamo nello show della sera, per ascoltare una
( e mi spiace dirlo) mediocre versione di "Love Letters". La
voce di Elvis risulta molto debole ed Elvis stesso sembra stanco e poco
convinto. Seguono le presentazioni dell'orchestra di Joe Guercio e il
solito intermezzo "Long Live Rock and Roll"
Ma con la traccia successiva si torna a Tucson, e si torna alla grande con
due versioni consecutive e per intero di "Hurt". E' opinione
consolidata fra gli esperti di Elvis che Elvis, anche nelle giornate meno
ispirate, si salvava con l'interpretazione di questa canzone. Qui ne
abbiamo addirittura due, una più bella dell'altra, con una voce da tenore
che solo lui aveva.
Burning Love segue ed è una versione grintosa dal lungo "hunka hunka
Burning Love" finale, malgrado Elvis non ricordi tutte le parole e
commetta qualche errore in alcuni passaggi. Finito il brano, qualcuno tra
il pubblico urla ad alta voce una richiesta per ascoltare "For The
Good Times". Elvis risponde sorpreso affermando che lui e la sua band
avevano ormai pronta
"Help
me Make it Through The Night".
La versione
di Elvis di quella sera a Tucson è splendida e ha il solo difetto di
essere troppo breve. Ma il bello deve ancora venire, perché il pezzo che
segue è un'autentica rarità essendo stata, a quanto pare, eseguita da
Elvis in persona una sola volta e solo quella sera a Tucson dal vivo. Si
tratta della meravigliosa "Danny Boy", che Elvis esegue dopo
essere stato costretto a malincuore a rifiutare una richiesta per
"The Last Farewell". ( Elvis divertito risponde alla richiesta
"I wish I knew it !!!…) Con
la sua solita e unica capacità di saper gestire la scena, Elvis cerca di
rimediare in qualche modo chiedendo se Danny Boy è nello stesso album di
"The Last Farewell". Dopo aver ricevuto una risposta affermativa
Elvis decide che è giunto il momento per lui di cantare quel brano che
era solito far eseguire al suo corista Sherill Nielsen.
Questa versione vale da sola l'intero cd. E'meravigliosa e dovrebbe essere
ascoltata dai denigratori di Elvis per rendersi conto di quanti luoghi
comuni e amenità vengono dette sul suo conto.
Segue al solito una frettolosa "Hound Dog". A cui segue una dignitosa versione di "Funny How Time
Slips Away". Prima di "Can't Help Falling In Love" Elvis
ringrazia di cuore il pubblico di Tucson, promettendo di tornare non
appena lo avrebbero riacclamato.
Sfortunatamente non tornò più a Tucson perché nel giro di un anno e due
mesi il Re avrebbe lasciato i suoi fan per andare a cantare fra le nuvole.
In quella sera di giugno Elvis regalò a quella piccola città
dell'Arizona uno show un po' sottovalutato dai critici che pur non essendo
uno dei migliori del 1976 ( nel giudicare gli show di Elvis del 1976 va
sempre messo da conto che l'Elvis del 1976 non è quello del 1970 ma
nemmeno quello del 1974 e di alcuni momenti straodinari del 1975) è
sicuramente godibile ma soprattutto particolare e atipico per la rarità (Danny Boy) inclusa.
Lo
consiglio fortemente a tutti i veri fan di Elvis.
Tracklisting:
See see rider - I got a woman/Amen - Love me - If you love me - You gave
me a mountain - All shook up - Teddy bear/Don't be cruel - And I love
you so - Jailhouse rock - Help me - Fever - Polk salad annie -
Introductions: Early morning rain, What I'd say, Love letters, Long live
rock 'n'roll - Hurt - Burning love - Help me make it through the night -
Danny boy - Hound dog - Funny how time slips away - Can't help falling
in love.
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